Si può vendere online senza partita iva? Il commercialista risponde

Si può vendere online senza partita iva? Il commercialista risponde

Quando si intende avviare un e-commerce, la prima domanda che ci si pone è: È necessario aprire la Partita IVA per vendere prodotti o servizi tramite internet?

Per l’attività di E-commerce, l’apertura della partita IVA va effettuata se la vendita online non rientra più nel carattere di occasionalità, pertanto se l’attività di vendita viene svolta con carattere di sistematicità e regolarità, tali da escludere l’occasionalità.

Il carattere dell’occasionalità nella vendita online, non è dato dal superamento del limite di 5.000 euro quanto piuttosto dalle modalità di svolgimento della attività che deve essere svolta una tantum e/o sporadicamente.  Solo in questo caso non è obbligatoria la Partita IVA ma sarà necessario dichiarare al Fisco i ricavi derivati dal commercio elettronico.
Diversamente, se si vende tramite eBay, Subito.it, Kijiji beni di proprietà (ad esempio biciclette, smartphone, o altri oggetti) non vi è la produzione di reddito ma semplicemente una vendita online diretta che avviene mediante portali che fungono da intermediari.

Riassumendo, l’apertura della la Partita IVA e gli obblighi da essa conseguenti (adempimenti fiscali), è necessaria quando si intende aprire un negozio online che abbia carattere continuativo, ovvero, che sia un’attività di vendita non occasionale mediante un sito di e-commerce.

Nello specifico, è bene ricordare anche quali sono gli adempimenti previsti per avviare un E-commerce ed essere in regola

  • scegliere la forma giuridica più appropriata per l’attività, ditta individuale o forma societaria, a seconda degli investimenti da realizzare e persone che partecipano all’attività.
  • Apertura posizione fiscale (P.IVA) ed Comunicazione di inizio attività allo sportello Unico Attività produttive del comune di residenza o nel quale si intende avviare l’attività (SCIA); In questa fase occorre comunicare all’agenzia delle Entrate l’indirizzo del Sito Web, i dati identificativi dell’internet provider, l’indirizzo di posta elettronica, numero di telefono ed eventuale fax.
  • Passo successivo è l’iscrizione alla Camera di Commercio Competente e l’apertura della posizione previdenziale INPS.

Quali sono i costi amministrativi e fiscali da sostenere per l’apertura e la gestione di un’e-commerce?

Per l’avvio:

  • Diritti di segreteria al comune dove si presenta la scia
  • Diritti di segreteria all’ Asl di competenza (in caso di prodotti alimentari)
  • Diritti e Bolli Camera di Commercio

Quali sono i costi fissi annuali?

  • Diritto Annuale Camera di Commercio
  • Imposte sul reddito
  • Contributi previdenziali
  • Versamento dell’Iva a debito

Nel caso di acquisto e rivendita di prodotti tra imprese (Business to Business – Commercio all’ingrosso), non vige l’obbligo amministrativo di presentare SCIA al Suap per commercio Elettronico.

L’impresa artigiana, non è tenuta alla presentazione della SCIA e può, senza sottostare ad alcun adempimento, vendere via web i propri prodotti.

L’impresa agricola, regolarmente iscritta al registro delle imprese, può effettuare la vendita diretta mediante il commercio elettronico ed iniziarla contestualmente all’invio di una comunicazione, al comune ove ha sede l’azienda, in cui è indicata la specificazione dei prodotti di cui si intende praticare la vendita e le modalità con cui si intende effettuarla, compreso il commercio elettronico.

 

Cominciare a vendere online per quanto possa sembrare semplice è un passo importante e va fatto con attenzione. Se hai domande lascia un commento all’articolo e cercherò di risponderti il prima possibile.

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Lavoro dipendente e partita Iva

Lavoro dipendente e partita Iva

Sempre più persone mi chiedono se è possibile avviare un’attività essendo già lavoratori dipendenti assunti presso un’azienda privata essendo interessati ad arrotondare lo stipendio di lavoratore dipendente ma con un occhio attento soprattutto alla contribuzione INPS ed alla tassazione a cui si andrebbe incontro;

E’ possibile avviare un’attività commerciale già essendo lavoratori dipendenti, mentre più complicato è avviare un’attività artigiana, possibile solo in presenza di un rapporto di lavoro dipendente part time.

 

Lavoro dipendente e Attività commerciale

E’ sempre possibile intraprendere un’attività di tipo commerciale anche essendo un lavoratore dipendente, ciò con considerevoli vantaggi fiscali ma solo se si adotta il regime fiscale agevolato essendo a tassazione sostitutiva:

  • Se il Reddito di Lavoro dipendente è a tempo indeterminato ed inferiore a 30.000 Euro Annui è possibile aderire al regime fiscale agevolato (C.d. Forfettario), in tal caso oltre all’esonero contributivo INPS è possibile beneficiare dell’aliquota agevolata del 5% (per i primi 5 anni poi passa al 15%), tassando solo il reddito da attività commerciale.
  • In tal caso reddito di lavoro dipendente e da attività commerciale non vengono sommati ma vanno tassati separatamente.
  • Invece se il reddito di lavoro dipendente supera i 30.000 euro Annui non sarà possibile accedere al regime fiscale e i redditi di lavoro dipendente e da attività commerciale verranno cumulati con conseguente applicazione della maggiore aliquota Irpef in relazione allo scaglione di reddito realizzato.
  • Le stesse considerazioni valgono in presenza di lavoro dipendente Part-time con l’unica differenza che non si beneficerà dell’esonero contributivo INPS e dovranno essere versati i contributi INPS.

 

Schema lavoro dipendente e parita iva (1)

 

Se sei un lavoratore dipendente e stai pensando di aprire partita iva ma hai ancora qualche dubbio, lascia un commento a questo articolo.

 

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Infografica: come aprire la partita Iva

Infografica: come aprire la partita Iva

Come aprire la partita iva in 5 passaggi (+1)

Sono in tanti che ci scrivono per chiederci i passaggi da fare per aprire la partita iva, per questo motivo abbiamo pensato di sviluppare un’infografica con cinque step da eseguire per aprire la p.iva (più un passaggio in caso di segnalazione di inizio attività).

Se avete domande in merito, lasciate pure un commento all’articolo.

Se trovate utile l’inforgrafica, aiutatemi a condividere l’articolo o integrate l’infografica nel vostro blog con il codice che troverete in fondo alla pagina.

(clicca qui per visualizzare l’infografica)

 

Come aprire la partita iva [infografica]

 

Condividi l’infografica: copia e incolla il codice nel tuo sito web

Regime dei Minimi 2016: le novità

Regime dei Minimi 2016: le novità

Partita Iva e nuovo regime dei minimi 2016: le cose che devi sapere

 

Se stai pensando di aprire la partita iva col regime forfettario, ecco cosa devi sapere sul Nuovo Regime dei Minimi 2016

Con la legge di Stabilità per il 2016 sono state introdotte delle importanti modifiche al regime fiscale Agevolato  (c.d. Forfettario) che va a sostituire il precedente Regime dei minimi.

Tre sono i requisiti fondamentali per accedere al nuovo regime aggiornati con i nuovi limiti di ricavi:

  1. Ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non inferiori ai limiti indicati a seconda del codice ATECO utilizzato (si va dai 30.000 per i professionisti ai 50.000 per il commercio mentre le altre attività 25.000);
  2. Spese per lavoro dipendente o accessorio non superiore a 5.000 euro;
  3. Beni strumentali al 31.12.2014, al lordo degli ammortamenti, non superiori ad euro 20.000;

L’opzione al nuovo regime viene effettuata nella dichiarazione di inizio attività, barrando, in attesa del nuovo modello aggiornato, l’opzione per il regime fiscale agevolato.

 

Alle Cause di Esclusione ne è stata aggiunta una quinta: non possono accedere al nuovo regime fiscale di vantaggio (forfettario):

  1. Le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA;
  2. I soggetti non residenti in uno degli stati membri dell’UE o in altro stato aderente all’accordo sullo spazio economico Europeo;
  3. I soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili, di mezzi di trasporto nuovi;
  4. Gli esercenti attività d’impresa di arti o professioni, che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, società a responsabilità limitata.
  5. I soggetti che nell’anno solare precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente eccedenti l’importo di 30.000 euro.

 

Semplificazioni imposta sul valore Aggiunto

Sono in generale esonerati dal versamento dell’imposta (e di contro non hanno diritto alla detrazione dell’Iva a credito); inoltre sono esonerati dall’obbligo:

  • della registrazione delle fatture emesse/corrispettivi;
  • della registrazione degli acquisti;
  • della tenuta e conservazione dei registri e dei documenti, ad eccezione per le fatture di acquisto e le bollette doganali;
  • della dichiarazione e comunicazione annuale IVA;
  • della comunicazione del c.d. spesometro;
  • della comunicazione black list;
  • della comunicazione delle dichiarazioni d’intento ricevute;

sono invece obbligati:

  •  a numerare e conservare le fatture d’acquisto e le bollette doganali;
  • a certificare e conservare corrispettivi. A tal proposito sulle fatture emesse, al posto dell’Iva, andrà riportata la dicitura: “Operazione in franchigia da Iva”, con l’eventuale indicazione della norma;
  • a presentare gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie;
  • a versare l’Iva in relazione agli acquisti di beni intraUE di importo annuo superiore a € 10.000 e ai servizi ricevuti da non residenti con applicazione del reverse charge.

 

Novità nella determinazione Reddito

Il reddito imponibile sarà determinato applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi, il coefficiente di redditività ( diversificato a seconda del codice attività utilizzato). Sul reddito imponibile così determinato si applicherà un’imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni per poi passare al 15%.

I ricavi e i compensi non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta e  a tal fine rilasciano apposita dichiarazione che può essere inserita anche nella fattura. Inoltre non effettuano la ritenuta alla fonte. Sussiste comunque l’obbligo di indicare in dichiarazione dei redditi il codice fiscale del percettore delle somme che non sono state assoggettate a ritenuta.

I soggetti che applicano il nuovo regime sono inoltre esclusi dagli studi di settore e dai parametri.

 

Novità nel Regime contributivo

Viene reintrodotto il minimale contributivo INPS previsto ai fini del versamento dei contributi previdenziali per gli iscritti nella gestione INPS Artigiani e Commercianti con una riduzione del 35% della contribuzione annua dovuta e si applica per l’accredito della contribuzione le norme già valide per la gestione separata, pertanto hanno diritto all’accreditamento di tutti i contributi mensili relativi a ciascun anno solare cui si riferisce il versamento i soggetti che abbiano corrisposto un contributo di importo non inferiore a quello calcolato sul minimale di reddito stabilito dall’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233 , e successive modificazioni ed integrazioni. In caso di contribuzione annua inferiore a detto importo, i mesi di assicurazione da accreditare sono ridotti in proporzione alla somma versata. I contributi come sopra determinati sono attribuiti temporalmente dall’inizio dell’anno solare fino a concorrenza di dodici mesi nell’anno.

L’opzione per il regime contributivo verrà richiesta tramite un’apposita dichiarazione telematica messa a disposizione dell’INPS.

 

Regime transitorio Minimi – Forfettario 2015

I contribuenti che hanno optato per il regime previsto dall’articolo 27, commi 1-2 del dl 98/2011, convertito con modificazioni dalla legge 111/2011 (regime fiscale di vantaggio per imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità) Possono continuare ad applicare l’aliquota forfettaria del 5% fino alla naturale scadenza imposta da quel regime: 5 anni o il compimento del 35esimo anno di età.

I contribuenti che hanno aderito al regime forfettario per l’anno 2015 transitano automaticamente nel nuovo regime e possono beneficiare dell’aliquota agevolata del 5% a partire dal 2016 e per i successivi 3 anni.

 

Un articolo che potrebbe esserti utile:

 

Domande?
Se hai domande da porre in merito al nuovo regime dei minimi 2016, commenta l’articolo e cercherò di risponderti nel breve tempo possibile.

 

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Aprire partita Iva: a chi rivolgersi?

Aprire partita Iva: a chi rivolgersi?

In questo articolo ti spiegherò quali passaggi devi compiere per aprire la p.iva

Il primo atto formale, per chi intende avviare un’attività economica, è quello di segnalarlo al Fisco mediante la presentazione di un’apposita dichiarazione entro 30 giorni dall’inizio dell’attività stessa. In tale istante viene attribuito dall’Agenzia delle Entrate, il numero di Partita IVA, composto da 11 caratteri numerici. Tale numero dovrà essere indicato in tutti i documenti e ovviamente nelle dichiarazioni Fiscali, anche nella nell’eventuale Home page del sito web.

A chi rivolgersi per aprire la partita Iva?

Richiedere la partita IVA è semplice. Ogni singolo contribuente può anche da solo procedere all’apertura, recandosi nell’ufficio territoriale di competenza dell’agenzia delle entrate. Tuttavia è altamente consigliato rivolgersi ad un Intermediario di fiducia (Commercialista). L’apertura della Partita IVA dovrà essere effettuata entro un mese dalla data dell’inizio dell’attività o della costituzione della società; la sua apertura avviene tramite la compilazione di due moduli alternativi:

  • Modello AA9/10 per le persone fisiche (ditte individuali o lavoratori autonomi);
  • Modello AA7/10 per i soggetti costituiti sotto forma societaria.

I predetti modelli, si possono trovare gratuitamente nel sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) alla voce “Strumenti” nella sezione Modulistica.

Tali modelli possono essere presentati:

  • direttamente presso un qualsiasi ufficio Territoriale dell’Agenzia delle Entrate, in duplice esemplare (anche a mezzo di persona delegata). L’ufficio protocolla la richiesta ed assegna, gratuitamente, il numero di partita IVA che resterà invariato fino al momento della cessazione dell’attività, anche in caso di variazione del domicilio fiscale.
  • in via telematica tramite un intermediario abilitato alla trasmissione telematica. In tal caso le dichiarazioni si considerano presentate nel giorno in cui sono trasmesse telematicamente all’Agenzia delle Entrate.

Rivolgendosi ad un intermediario (Commercialisti) per la presentazione telematica, al contribuente verrà rilasciata:

  • contestualmente alla ricezione della dichiarazione d’inizio attività, variazione dati o cessazione attività, l’impegno a presentare per via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati in esse contenuti;
  • entro 30 giorni dal termine previsto per la presentazione della dichiarazione per via telematica l’originale della dichiarazione trasmessa, debitamente sottoscritta dal contribuente, unitamente a copia della comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che ne attesta l’avvenuto ricevimento. La comunicazione di ricezione telematica, contenente il numero della partita IVA in caso d’inizio attività, è prova per il dichiarante di avvenuta presentazione della dichiarazione d’inizio, variazione dati o cessazione attività e contiene l’indicazione dell’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente in base al domicilio fiscale del contribuente.

 

Quale regime contabile scegliere?

Fondamentale è individuare il regime contabile da adottare in base al volume di affari che si prevede di realizzare, nonché tutti i requisiti ed autorizzazioni che la legge richiede per il tipo di attività che si intende intraprendere. Per tale motivo è fondamentale essere assistiti da un professionista che vi sappia consigliare e valutare tutti gli elementi necessari. Il commercialista dovrà essere visto e sfruttato come un plus e non come un onere, un professionista in grado di fornirvi informazioni e strumenti atti a migliorare il vostro Business.

 

Conclusioni:

Mi rendo conto che questo tipo  di argomento potrebbe portarti a farti delle domande, anche apparentemente semplici, quindi se vuoi commenta sotto l’articolo e cerchierò di risponderti nel breve tempo possibile.

 

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Partita Iva Wedding Planner: i consigli del commercialista

Partita Iva Wedding Planner: i consigli del commercialista

In questo articolo ti spiegherò come aprire la partita iva per wedding planner

Ti piacerebbe organizzare matrimoni?
Ecco i consigli per aprire la partita iva come wedding planner

Negli ultimi anni una nuova interessante figura professionale sta riscuotendo un notevole successo, il Wedding Planner. E’ la figura che si occupa dell’ organizzazione del matrimonio o di altri eventi; oggi, infatti, rivolgersi a un wedding planner o ad un’agenzia che organizza cerimonie è  diventata un’opportunità per le giovani coppie che hanno poco tempo a disposizione e il desiderio di un evento indimenticabile.

Aprire un agenzia di organizzazione eventi e cerimonia è, oggi, un’opportunità d’affari poiché con un piccolo investimento ci si può mettere in proprio in un settore in continua ascesa. Sarà necessario avere doti commerciali  comunicative e di buon gusto oltre che organizzative, infatti il wedding planner deve instaurare rapporti di business con varie figure come fotografi, acconciatori, fioristi, ristoratori e solo una scelta meticolosa  che scaturisce la buona riuscita dell’evento.

Ad Oggi, la professione di wedding planner è cresciuta ulteriormente ed anche se non c’è, al momento, un ordinamento della professione, per tale motivo è assimilabile ad un’attività di Agenzia di Affari.

L’avvio dell’Attività avviene con l’apertura della Partita IVA con il codice Ateco  96.09.05 “Organizzazione di feste e cerimonie”; l’iter prevedere:

  • la presentazione dell’inizio attività (S.C.I.A.) al comune di svolgimento dell’attività o di domicilio (SCIA AGENZIA DI AFFARI);
  • Iscrizione alla Gestione Commercianti INPS.

Partita iva Wedding Planner e Regime fiscale agevolato

E’ consigliabile usufruire per tale tipologia di attività del regime Fiscale Agevolato per Autonomi in modo da evitare di pagare i contributi Fissi Trimestrali pagandoli soltanto sul reddito effettivamente realizzato secondo lo schema del regime forfettario. L’ammontare massimo di Fatturato è di 20.000 Euro Annui (per il primo anno rapportati ai mesi di attività) e con una percentuale di redditività del 67%.

Per tutte le altre informazioni sul regime fiscale Agevolato per autonomi (Forfettario) puoi leggere gli articoli presenti sul nostro sito:

Tale attività è compatibile con quella di lavoro dipendente?
La risposta e’ sicuramente affermativa se l’attività di Wedding Planner non entra in concorrenza con quella di lavoro dipendente.

Quanto costa avviare l’attività? e chiuderla?
Per l’avvio dell’attività non sono richiesti notevoli investimenti essendo un lavoro principalmente intellettuale; per l’iter burocratico il costo è relativamente contenuto dovendo sostenere oltre ai classici diritti di segreteria e bolli camerali, i diritti di segreteria del comune a cui si presenta la scia di inizio attività, mentre l’apertura della partita IVA è sostanzialmente gratuita ( onorari commercialista esclusi). La chiusura dell’attività invece è soggetta soltanto al pagamento dei bolli camerali.

 

Se vuoi lascia pure un commento sotto l’articolo se ti interessa avere altre informazioni in merito, sarà un piacere per me poterti aiutare.

 

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