Commercialista Online: come Funziona?

Commercialista Online: come Funziona?

Negli ultimi anni sempre più persone mi chiedono se è conveniente affidarsi ad un commercialista online, la mia risposta è sempre la stessa, cosa cerchi in un commercialista?

 

Di seguito ti spiego in cosa consiste affidarsi ad un commercialista che offre servizi prettamente online, l’articolo si basa principalmente sulla mia esperienza, quindi i servizi potrebbero differire a seconda del commercialista che sceglierai.

Un servizio erogato online non è diverso dal tuo commercialista sotto casa, il professionista che offre il servizio online è allo stesso modo preparato e aggiornato, con strumenti e manuali che gli permettono di risolvere e rispondere in maniera dettagliata a casi e questioni che gli vengono proposti.

Affidarsi ad un servizio online significa non soltanto avere un risparmio e un servizio professionale con tariffe chiare, trasparenti e senza sorprese, ma anche un risparmio in termini di tempo in quanto si evitano file ed appuntamenti dal professionista.

Spesso accade che il “classico” commercialista è vago nelle sue risposte, non ti fornisce gli strumenti utili e necessari per renderti maggiormente consapevole e partecipe alla gestione economica di un’attività. Infatti, ricevo moltissime richieste di consulenza da parte di persone che hanno già un commercialista ma vogliono ulteriori pareri esterni perché non hanno compreso bene ciò che devono fare.

La classica frase del cliente è “devo pagare tanti soldi ma non so cosa sto pagando e perché”, “perché devo pagare i contributi fissi? E come si calcolano?”.
E’ necessario individuare un professionista che ti permetta di capire e affrontare nella maniera più efficiente tutte le questioni che gli proponi, una persona disponibile che imposti una metodologia di lavoro chiara ed efficiente, fornendovi gli strumenti per comunicare con lui e non limitarsi ad un semplice servizio di contabilità.
Attraverso gli strumenti online, è possibile creare un percorso dove il cliente è consapevole del percorso che sta facendo attraverso la documentazione necessaria.

Come funziona un servizio di commercialista online?

Il servizio online viene impostato fornendo al cliente una serie di strumenti e secondo la mia personale esperienza, imposto una suite di lavoro così composta:

  • Fogli Excel
  • Cartelle condivise (cloud)
  • strumenti di comunicazione ad esempio Skype
  • un numero di cellulare
  • una Mail

Tramite questi strumenti viene impostata una metodologia di lavoro che sarà ovviamente personalizzata in relazione alle esigenze e dimensione aziendale. Il servizio online ti fornirà oltre alla consulenza, un servizio di report Trimestrale sull’andamento dell’attività da discutere con te, indicandoti i fattori critici e punti da migliorare per una gestione efficiente dell’azienda.

Quali sono i vantaggi?

I vantaggi sono evidenti, e ne elenco alcuni qui:

  • la possibilità di avere i documenti in cloud e quindi accessibili tramite internet ovunque tu sia.
  • non dovrai stampare i documenti o inviarli per forza tramite posta, basterà inserirli nel cloud condiviso con il commercialista.
  • non dovrai raggiungere fisicamente lo studio: oltre ai contatti tramite telefono e skype, potrai contare su un’assistenza veloce tramite email (ad esempio, il mio servizio ha come prerogativa quella di rispondere alle email in poche ore), inoltre, per esperienza posso dire che le email sono molto più chiare ed esaustive.

 

Come inviare i documenti al commercialista?
Vi sono diversi metodi per inviare i documenti: via corriere, via mail, via posta ordinaria, o caricando i documenti su un’area privata dedicata attraverso il circuito DropBox.com o il circuito di Google drive, con la sicurezza del Cloud.

Come verificare l’attendibilità del sito e dei commercialisti?
E’ molto semplice, basta cliccare alla pagina “Chi siamo” e verificare l’iscrizione all’ordine dei dottori commercialisti.

Conclusioni:
La particolarità del servizio online è anche quella di sapere fin da subito quando pagare e quanto pagare per il servizio professionale senza sorprese.

La tariffa è sempre omnicomprensiva e non vengono richiesti compensi diversi da quelli già percepiti. Il commercialista vi permette di pagare anche con paypal e di rateizzare il pagamento in rate trimestrali o semestrali.

 

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Affidarsi ad un professionista che lavora prettamente online è semplice!
Al momento dell’inizio del rapporto verrà redatto un contratto di consulenza di durata annuale (con dichiarazione relativa all’anno compresa), sarete liberi di recedere e affidarvi ad un altro professionista senza alcun costo aggiuntivo.

 

Domande?
Se hai domande da porre in merito, commenta l’articolo e cercherò di risponderti nel breve tempo possibile.

 

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Aprire partita Iva: a chi rivolgersi?

Aprire partita Iva: a chi rivolgersi?

In questo articolo ti spiegherò quali passaggi devi compiere per aprire la p.iva

Il primo atto formale, per chi intende avviare un’attività economica, è quello di segnalarlo al Fisco mediante la presentazione di un’apposita dichiarazione entro 30 giorni dall’inizio dell’attività stessa. In tale istante viene attribuito dall’Agenzia delle Entrate, il numero di Partita IVA, composto da 11 caratteri numerici. Tale numero dovrà essere indicato in tutti i documenti e ovviamente nelle dichiarazioni Fiscali, anche nella nell’eventuale Home page del sito web.

A chi rivolgersi per aprire la partita Iva?

Richiedere la partita IVA è semplice. Ogni singolo contribuente può anche da solo procedere all’apertura, recandosi nell’ufficio territoriale di competenza dell’agenzia delle entrate. Tuttavia è altamente consigliato rivolgersi ad un Intermediario di fiducia (Commercialista). L’apertura della Partita IVA dovrà essere effettuata entro un mese dalla data dell’inizio dell’attività o della costituzione della società; la sua apertura avviene tramite la compilazione di due moduli alternativi:

  • Modello AA9/10 per le persone fisiche (ditte individuali o lavoratori autonomi);
  • Modello AA7/10 per i soggetti costituiti sotto forma societaria.

I predetti modelli, si possono trovare gratuitamente nel sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) alla voce “Strumenti” nella sezione Modulistica.

Tali modelli possono essere presentati:

  • direttamente presso un qualsiasi ufficio Territoriale dell’Agenzia delle Entrate, in duplice esemplare (anche a mezzo di persona delegata). L’ufficio protocolla la richiesta ed assegna, gratuitamente, il numero di partita IVA che resterà invariato fino al momento della cessazione dell’attività, anche in caso di variazione del domicilio fiscale.
  • in via telematica tramite un intermediario abilitato alla trasmissione telematica. In tal caso le dichiarazioni si considerano presentate nel giorno in cui sono trasmesse telematicamente all’Agenzia delle Entrate.

Rivolgendosi ad un intermediario (Commercialisti) per la presentazione telematica, al contribuente verrà rilasciata:

  • contestualmente alla ricezione della dichiarazione d’inizio attività, variazione dati o cessazione attività, l’impegno a presentare per via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati in esse contenuti;
  • entro 30 giorni dal termine previsto per la presentazione della dichiarazione per via telematica l’originale della dichiarazione trasmessa, debitamente sottoscritta dal contribuente, unitamente a copia della comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che ne attesta l’avvenuto ricevimento. La comunicazione di ricezione telematica, contenente il numero della partita IVA in caso d’inizio attività, è prova per il dichiarante di avvenuta presentazione della dichiarazione d’inizio, variazione dati o cessazione attività e contiene l’indicazione dell’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente in base al domicilio fiscale del contribuente.

 

Quale regime contabile scegliere?

Fondamentale è individuare il regime contabile da adottare in base al volume di affari che si prevede di realizzare, nonché tutti i requisiti ed autorizzazioni che la legge richiede per il tipo di attività che si intende intraprendere. Per tale motivo è fondamentale essere assistiti da un professionista che vi sappia consigliare e valutare tutti gli elementi necessari. Il commercialista dovrà essere visto e sfruttato come un plus e non come un onere, un professionista in grado di fornirvi informazioni e strumenti atti a migliorare il vostro Business.

 

Conclusioni:

Mi rendo conto che questo tipo  di argomento potrebbe portarti a farti delle domande, anche apparentemente semplici, quindi se vuoi commenta sotto l’articolo e cerchierò di risponderti nel breve tempo possibile.

 

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Come aprire un franchising a Napoli: L’aspetto fiscale

Come aprire un franchising a Napoli: L’aspetto fiscale

Vuoi aprire un franchising a Napoli? Ecco cosa devi sapere

Le opportunità di avviare un franchising a Napoli

Aprire un franchising a Napoli può essere l’idea migliore per crearsi una attività di lavoro indipendente e remunerativa, esistono diverse possibilità di franchising, esse vanno dalle gelaterie ai negozi d’abbigliamento ma non si tralasciano altre attività che ben possono adeguarsi al quartiere scelto. Il Franchising è una formula di affiliazione, osserviamo in breve l’aspetto fiscale.

Come funziona il contratto di franchising?

Aprire un franchising a Napoli passa innanzitutto dalla scelta della zona e dall’attività che si vuole aprire. Il franchising è nei fatti la stipula di un accordo tra il produttore ed il rivenditore.
Nel contratto di franchising il produttore permette al rivenditore di commercializzare i prodotti a terzi.

  • Il francisor (produttore) concede l’uso del marchio e dell’insegna, spesso fornisce attrezzatura e mobili;
  • Il francisee (rivenditore) si obbliga a promuovere la vendita della merce in una data zona assegnata in base a dei calcoli particolari stabiliti dall’azienda madre.
    Un contratto di vendita in franchising ha diverse clausole che sono dettate dal franchisor e sono da intendere come regole organizzative, nella formula contrattuale infatti è stabilito anche il prezzo finale dei prodotti e la percentuale di ricavo del franchisee;

Aprire un franchising perché conviene:

  • Conviene all’azienda madre perché aumenta la presenza sul territorio ed amplia la rete aziendale;
  • Il rivenditore ne guadagna sotto il profilo economico e giuridico, grazie alla notorietà del marchio ha maggiore possibilità di acquisire clienti;

Aprire un franchising costi:

Aprire un franchising prevede dei costi che bisogna calcolare.

  • Affitto di un locale (meglio scegliere una zona frequentata, centrale e possibilmente nei pressi di un centro commerciale)
  • Attrezzatura informatica per la gestione informatica e commerciale
  • Spese per il personale
  • Costi di affiliazione (si parte da minime cifre come 5000 euro)
  • Fee periodici (costi periodici di affiliazione dipende dal marchio)
  • Royalties (percentuale da dare alla casa madre)

Aprire un franchising è una attività imprenditoriale indipendente per poter effettuare le giuste scelte si ha comunque bisogno della consulenza di un commercialista, infatti, oltre che alle spese e ai dati indicati nelle righe precedenti bisogna tenere conto dell’aspetto fiscale.

Aprire un negozio in franchising: L’aspetto fiscale

  • Apertura Partita Iva (si può scegliere anche qui come in tutte le altre la formula migliore di Partita Iva facendosi aiutare dal proprio commercialista)
  • Apertura posizione contributiva
  • Espletamento delle pratiche contrattuali

 

Scegliere di aprire un negozio in franchising è una pratica abbastanza diffusa, tanti sono i grandi marchi che scelgono di essere presenti a Napoli, scegliere l’offerta di franchising più confacente alle proprie esigenze e alle proprie tasche può essere il modo migliore per mettersi in proprio in tutta sicurezza.

Essere rivenditori di prodotti con un marchio già noto agevola l’afflusso di clienti ed in più si è già all’interno di una rete commerciale, si possono dunque sfruttare canali marketing condivisi e comuni, la vendita infatti non interessa esclusivamente al franceese ma anche al franchisor che stimola l’aumento di fatturato e cerca sempre di creare un ottimo rapporto qualità prezzo affinchè tutte le parti interessate alla vendita siano adeguatamente soddisfatte.

Abbiamo visto che come aprire un franchising a Napoli può essere il modo migliore per crearsi un lavoro, ora è solo necessario scegliere la categoria di prodotti da vendere e provare a realizzare il proprio sogno di imprenditore.

 

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Come aprire un negozio a Napoli: I Consigli del Commercialista

Come aprire un negozio a Napoli: I Consigli del Commercialista

Vuoi aprire un negozio a Napoli? Ecco cosa devi sapere

Trovare un lavoro è sempre più difficile: contratti a tempo determinato, collaborazioni e stage sono all’ordine del giorno ma è necessario avere una certa sicurezza economica e mettersi in proprio può essere la scelta migliore.

Come aprire un negozio a Napoli? Se lo chiedono in tanti, in questo post diamo qualche consiglio

Una attività commerciale può essere una ottima opportunità di lavoro autonomo ed in proprio anche a Napoli, la splendida città partenopea, nonostante la crisi, offre interessanti possibilità per chi intende aprire un negozio.
Per aprire un negozio a Napoli bisogna aver chiaro la merce che si vuole vendere e la posizione in cui si vuole inserire l’attività commerciale.
Il progetto è importante e bisogna pianificare ogni mossa, meglio se già da subito si prende contatto con un commercialista o uno studio di consulenza che sarà in grado di seguire il cliente passo passo per evitare dispendiose perdite di tempo.

In media se si dispone già di un locale commerciale in una posizione discreta il negozio può essere la scelta migliore per avere una attività con un buon reddito fisso.
Esistono varie opportunità, si può scegliere tra negozio in franchising o negozio tradizionale.
E’ importante capire il Budget necessario per l’avvio dell’attività e le fonti di finanziamento, se queste saranno apportate dal titolare o dai soci oppure si farà riferimento a fonti di finanziamento esterne. E’ importante l’ausilio di un commercialista per capire e pianificare il finanziamento dell’attività, valutando anche la possibilità di ottenere finanziamenti a fondo europeo a fondo perduto.

Come aprire un negozio a Napoli: I passi fondamentali

  • Partita Iva: la si apre con l’ausilio di un commercialista
  • iscrizione all’INPS
  • iscrizione all’INAIL
  • iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio di Napoli

Le operazioni su indicate hanno dei costi e si devono fare esclusivamente con l’ausilio di un commercialista per evitare di incorrere in errori e sanzioni.

Dopo aver regolamentato la burocrazia diventa necessario passare alla scelta del locale, se si è proprietari di un locale commerciale in una zona di Napoli le cose diventano molto facili, basterà adeguarlo al negozio con qualche migliaio di euro, invece se si deve procedere all’affitto bisogna tenere conto di essere in possesso di circa un anno di canone di locazione anticipato per non dover avere l’ansia ogni fine mese.

Per un negozio di nuova apertura è bene puntare su locali di pochi metri quadri, come l’attività diventerà nota e conosciuta si potrà pensare a cambiare stabile. Quando si affitta un locale commerciale spesso e volentieri viene richiesto, oltre la cauzione una garanzia che spesso è una fideiussione bancaria.
Bisognerà poi pensare ad assicurare il locale e dunque contattare una compagnia d’assicurazione. Si passa poi all’arredo del locale che, in economia può essere fatta anche acquistando mobilio alle aste giudiziarie o online.

Il locale ovviamente va fornito di corrente elettrica, acqua, bagno, e sopratutto bisogna fornirsi di registratore di cassa (da acquistare o noleggiare) ma anche collegamento POS obbligatorio secondo le norme vigenti.

 

Aprire un negozio a Napoli però comprende anche la scelta della merce che si vuole vendere e lì ognuno può scegliere quello che meglio gradisce offrire al cliente o persino qualcosa che in un determinato quartiere è difficile da trovare.

Un negozio è un impegno oltre che un lavoro, si tratta di una professione autonoma e non dipendente si devono mettere in gioco le proprie capacità imprenditoriali, magari sopite.

Hai capito come aprire un negozio a Napoli? Probabilmente hai necessità di altri consigli, nel nostro spazio continueremo a dare ulteriori informazioni e delucidazioni.

 

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Come aprire un bar a Napoli: Costi e modalità

Come aprire un bar a Napoli: Costi e modalità

I consigli utili del commercialista per aprire un bar a Napoli

Sai come aprire un bar a Napoli?

Un bar può essere il miglior modo per crearsi un lavoro autonomo investendo il minimo capitale.
Mettersi in proprio non è facile, ma se hai alle spalle una carriera da cameriere e/o semplicemente hai studiato in un istituto alberghiero, una delle migliori opportunità di lavoro nella città partenopea è offerta proprio dal saper sfruttare al meglio la “passione” che i napoletani hanno per il caffè al bar.

Mettersi in proprio in un momento di crisi economica come questo può sembrare una follia eppure aprire un bar a Napoli può essere il modo migliore per crearsi un lavoro per sé e magari persino per poter assumere qualche dipendente. Non è poi così difficile e si può persino riuscire ad aprire un bar facilmente senza dover investire capitali enormi.

E’ necessario scegliere:

  • presa in gestione di una attività esistente
  • affiliazione ad un franchising
  • apertura ex novo di un bar

Quanto costa aprire un bar?

Il bar è una attività in proprio ed è prioritario scegliere tra:

  • società
  • ditta individuale

Le spese possono partire da 178 euro e arrivare a 295 euro, a cui si deve aggiungere una spesa base di 3000 euro per il primo anno di attività, spesa che può variare anche perché è necessario oltre che creare l’ambient del locale acquistare il registratore di cassa, online però si trovano tante soluzioni low cost per rimanere all’interno delle 400 euro.

Il costo maggiore è indubbiamente l’allestimento e l’arredamento e sopratutto l’adeguamento alle vigenti norme sanitarie, infatti gli spazi per i servizi igenici implicato spesso e volentieri attività di ristrutturazione (se non era già presente un bar nel locale scelto) così come se nel bar si sceglie di servire cucina fredda è necessario prevedere un ulteriore budget per la messa a norma di uno spazio adibito a cucina ed elaborazione piatti, se sono necessari lavori di ristrutturazione muraria i costi possono arrivare sino ai 7000 mila euro, spesso è volentieri piuttosto che inserire un locale cucina conviene pensare a rivendere cibi che non necessitano di elaborazione in loco.

Cosa fare per aprire un bar:

Una buona idea può essere quella di fare una check list per avere ben chiaro come procedere

  • requisiti personali: esperienza personale, studi, x corso REC , corsi SAB, HACCP , corso sulla legge 626 in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e prevenzione incendi.
  • Idoneità del locale: verificare i requisiti sanitari ed urbanistici
  • piccolo business plan
  • finti finanziarie (personali: i risparmi, prestiti o mutui ed agevolazioni)
  • location (prediligere zone di Napoli dedicate al business o nei pressi di luogo di ritrovo di giovani)
  • mood e style del locale

Un bar di successo a Napoli è fatto dal titolare, se il proprietario del locale saprà accogliere e coccolare la clientela nel migliore dei modi, se sarà in grado di soddisfare tutte le esigenze, se avrà un locale accogliente, se la posizione è quella ideale si è già sulla strada giusta per ottenere successo.

Come aprire un bar a Napoli non è poi così complicato, è opportuno però farsi consigliare anche e sopratutto da un commercialista perché la parte burocratica e fiscale è bene che sia sempre perfettamente in regola così come norme prevedono.

 

 

Se sei in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge per lo svolgimento dell’attività è possibile avviare l’attività attraverso i seguenti passaggi:

Presentazione della Segnalazione certificata di Inizio Attività presso il comune di Competenza, e/o la competente CCIAA, allegando la documentazione richiesta a supporto della pratica;
Comunicazione ASL
Apertura della P.IVA e Posizione Previdenziale INPS (gestione Commercianti)
Iscrizione in CCIAA con la qualifica di Piccolo imprenditore.
Gli ultimi 3 passaggi vengono realizzati con la cosiddetta comunicazione unica che contestualmente effettua le iscrizioni previsti.

 

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Come avviare un’attività commerciale a Napoli

Come avviare un’attività commerciale a Napoli

Come fare per avviare un’attività commerciale a Napoli?

Negli ultimi anni c’è stata un’accelerata verso la semplificazione degli adempimenti richiesti per l’avvio di una nuova attività; infatti, molte sono le disposizioni che da una lato hanno cercato di semplificare notevolmente i vari adempimenti richiesti per l’avvio di un’attività economica e dall’altro, tentato di liberalizzare i vari settori economico/professionali.

Attività commerciale a Napoli per Commercio al dettaglio di prodotti NON alimentari

Per l’avvio di un’attività di commercio di prodotti non alimentari al dettaglio, cioè svolto direttamente nei confronti del consumatore finale, è necessario distinguere in relazione alla superficie di vendita

  1. Esercizi di vicinato: esercizi con superficie inferiore a 150 Mq nei comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti ed esercizi sono superficie inferiore a 250 Mq nei comuni con popolazione superiore a 10.000 Abitanti;
  2. Medie strutture di vendita: esercizi con superficie inferiore a 1.500 Mq nei comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti ed esercizi sono superficie inferiore a 2500 Mq nei comuni con popolazione superiore a 10.000 Abitanti;
  3. Grandi strutture di vendita: esercizi con superficie superiore a 1.500 Mq nei comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti ed esercizi sono superficie superiore a 2500 Mq nei comuni con popolazione superiore a 10.000 Abitanti;

Chi intende avviare un’attività di vendita al dettaglio, in una delle suddette modalità, deve possedere determinati requisiti morali cosiddetti di onorabilità definiti dall’ Art. 71 D.lgs. n.59/2010

Attività commerciale a Napoli per Commercio al dettaglio di prodotti alimentari

Il Commercio al dettaglio di prodotti Alimentari, cioè l’esercizio in qualsiasi forma di un’attività di commercio relativa al settore merceologico alimentare, è soggetto anch’esso ai requisiti di onorabilità di cui sopra, in aggiunta, sono richiesti ulteriori requisiti professionali. Tale ultimo requisito, sussiste solo nel caso di commercio al dettaglio di prodotti alimentari, con conseguente soppressione di tale obbligo nel caso di commercio all’ingrosso.

Attività commerciale a Napoli svolta su aree pubbliche

L’attività commerciale svolta su aree pubbliche è soggetta al possesso, da parte del titolare dei requisiti di onorabilità e professionali (settore alimentare) richiesti per il commercio al dettaglio. Alcune regioni possono inoltre stabilire che l’autorizzazione all’esercizio dell’attività di commercio su aree pubbliche sia soggetta alla presentazione da parte del richiedente del documento unico di regolarità contributiva (DURC).

Se sei in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge per lo svolgimento dell’attività è possibile avviare l’attività attraverso i seguenti passaggi:

  • Presentazione della Segnalazione certificata di Inizio Attività presso il comune di Competenza, e/o la competente CCIAA, allegando la documentazione richiesta a supporto della pratica;
  • Comunicazione ASL
  • Apertura della P.IVA e Posizione Previdenziale INPS (gestione Commercianti)
  • Iscrizione in CCIAA con la qualifica di Piccolo imprenditore.

Gli ultimi 3 passaggi vengono realizzati con la cosiddetta comunicazione unica che contestualmente effettua le iscrizioni previsti.

Se si è in possesso di tutti i requisiti ed i documenti relativi al locale di svolgimento dell’attività contestualmente alla presentazione dell’inizio attività è possibile il concreto ed effettivo svolgimento dell’attività.

 

 

In questo articolo ho elencato in generale quali sono le specifiche e i passaggi da compiere per avviare un’attività commerciale a Napoli, ad ogni modo, il consiglio è sempre quello di essere affiancati da uno Studio Commercialista che potrà seguirti in tutti i passaggi.

 

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