Regime Forfettario 2015: Con la pubblicazione in gazzetta ufficiale della Legge 23.12.2014 n° 190 , G.U. 29.12.2014 viene introdotto un nuovo regime fiscale Agevolato che va a sostituire il precedente Regime dei minimi.

Tre sono i requisiti fondamentali per accedere al “nuovo regime dei minimi”:

  1. Ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non inferiori ai limiti indicati a seconda del codice ATECO utilizzato (si va dai 15.000 per i professionisti ai 40.000 per il commercio);
  2. Spese per lavoro dipendente o accessorio non superiore a 5.000 euro;
  3. Beni strumentali al 31.12.2014, al lordo degli ammortamenti, non superiori ad euro 20.000

 

Quali sono i vantaggi del regime rorfettario 2015?

I contribuenti che decidono di aderire al nuovo regime forfettario previsto dalla Legge di stabilità 2015 sono esonerati dagli obblighi di dichiarazione e comunicazione IVA, dalla comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini IVA (cosiddetto spesometro), dalla comunicazione telematica per le operazioni effettuate nei confronti degli operatori blacklist e dalla comunicazione delle dichiarazioni di intento.

Sono esonerati, inoltre, dall’obbligo di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, dal versamento dell’IVA, dagli studi di settore e dall’applicazione della ritenuta d’acconto.

 

E i contributi previdenziali?

Rispetto al vecchio regime dei minimi, il nuovo regime forfettario prevede che il versamento dei contributi previdenziali INPS avvenga sulla base del reddito effettivamente prodotto. E sai cosa significa questo? Niente più contributi minimi fissi trimestrali! L’agevolazione però vale solo per artigiani e commercianti. I lavoratori autonomi iscritti alle casse di previdenza continueranno a pagare i contributi indipendentemente dal reddito dichiarato.

 

Il nuovo regime dei minimi prevede agevolazioni per le nuove attività?

Per le nuove attività, viene previsto un abbattimento pari a un terzo del reddito imponibile per tre anni (per il periodo di imposta in cui l’attività è iniziata e per i due successivi). Per beneficiare della riduzione a 1/3 sono necessarie due condizioni:

  1. il contribuente non deve aver esercitato nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, un’attività artistica, professionale o d’impresa anche in forma associata o familiare;
  2. l’attività esercitata non deve essere una mera prosecuzione di un’altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro autonomo o dipendente.

 

In conclusione, il nuovo regime fiscale agevolato presenta notevoli vantaggi per alcuni tipi di attività, attività commerciali in primis, in quanto il limite dei ricavi rimane invariato o addirittura innalzato, come nel caso del commercio di prodotti non alimentari (40.000 Euro), e permette di differire il pagamento dei contributi previdenziali che saranno versati solo in sede di dichiarazione dei redditi e calcolate solo sul reddito effettivamente realizzato. Ad esempio chi vuole aprire un E-commerce di prodotti non alimentari può iniziare l’attività nel 2015 e differire il pagamento delle imposte e dei contributi previdenziali direttamente a giugno 2016 in sede di dichiarazione dei redditi.

Per le altre attività non soggette all’iscrizione alla gestione artigiani e commercianti INPS e le altre attività professionali risulta meno conveniente l’apertura della P.IVA con il regime forfettario, mentre risulta possibile per tutto il 2015 utilizzare il vecchio regime dei minimi con un’imposta sostitutiva del 5% ed un ammontare dei ricavi massimo di 30.000 Euro; tale regime risulta utilizzabile per 5 anni o fino al compimento del trentacinquesimo anno di età.

 

 

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